Chiara Ghigliazza: Artist in Love

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Tramite il Collettivo Collottola – progetto creato da 12 illustratori che si occupa di portare avanti mostre collettive – sono venuta a conoscenza dei lavori di Chiara Ghigliazza, illustratrice freelance formatasi all’Accademia delle belle Arti di Brera.

Ho amato immediatamente le sue illustrazioni, sia per l’uso del colore che per una certa geometria di fondo, per la quale ho un debole fortissimo.

Uno dei progetti più belli è certamente Artist in Love: una serie di lavori, realizzati per Sky Arte e un’omonima serie di documentari, riguardo le coppie più tormentate e amate del mondo dell’arte: da Johnny Cash e June Carter a Marilyn Monroe e Artuhr Miller.

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Jungho Lee. Un’ossessione per i libri

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Recentemente mi sono trovata davanti questa illustrazione: una balena salta fuori dal mare o da una nebbia fitta, colta nell’attimo di maggiore grazia, mentre un fortunato spettatore la ammira, probabilmente sentendosi piccolissimo.

L’illustrazione è di Jungho Lee, un artista e illustratore sudcoreano che lavora a Seoul.

Andando alla ricerca di maggiori informazioni mi sono imbattuta in una serie di lavori – Promenade – commissionati a Lee dalla casa editrice sudcoreana Sang Publishing nel 2016, che sono una celebrazione dell’oggetto libro.

Lavorando con acquerello, carboncini e texture digitali, l’artista crea delle composizioni minimal e surreali al tempo stesso, dove l’oggetto libro viene inserito come metafora dei concetti più svariati, in un’esaltazione dell’individualità dell’esperienza della lettura – che è sempre cosa personalissima – molto spesso legata al mondo interiore e del ricordo.

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Amélie Fléchais e L’Uomo Montagna

Amélie Fléchais è un’illustratrice francese che lavora da diversi anni nel campo dell’illustrazione e per l’industria dell’animazione, partecipando a numerosi progetti – alcuni di grande fama – come Kung Fu Panda per la DreamWorks e The Song of The Sea (La Canzone del Mare), film diretto da Tomm Moore, candidato come Miglior film d’animazione agli Oscar 2015.

Le sue illustrazioni parlano da sole; il colore modulato nella rappresentazione di realtà fantastiche, dove il rapporto con il mondo della natura e degli animali ha un ruolo fondamentale e si fa portavoce di metafore cariche di significati intimi e complessi.

La sua ultima pubblicazione è L’Uomo Montagna, per la casa editrice Tunué – nella collana Tipitondi – dedicata all’infanzia; una storia dolce e delicata sui legami, la vecchiaia e la crescita interiore.

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Le strutture modulari di Aurélien Débat

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Aurélien Débat è un giovane illustratore francese dallo stile geometrico e modulare.

Amo molto i suoi lavori, realizzati spesso usando stampi e tutti incentrati su prospettiva ed elementi architettonici, in un susseguirsi continuo di blocchi di colore e geometrie.

Tamponville è forse il suo progetto che preferisco; realizzato in collaborazione con l’architetto Marc Kauffmann, Tamponville è costituito da una serie di stampe che ritraggono facciate di edifici, casermoni industriali o singoli elementi architettonici.

I colori sono accesi e squillanti, molto diversi dai toni tipici dei centri urbani, nonostante lo stile architettonico modulare riprodotto non faccia che riportarci alla mente l’immagine di certe periferie alienate e alienanti che molto spesso troviamo nelle città più popolate.

Débat – che si è diplomato all’École Supérieure des Arts Décoratif di Strasburgo – ha pubblicato numerosi libri, tra cui pop-up per bambini, e porta avanti laboratori di illustrazione dedicati all’infanzia, dove viene proposto ai più piccoli di ricreare le città della loro immaginazione usando vari metodi illustrativi, tra cui il collage.

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Le architetture di colore di Daniel Egneus

Daniel Egneus è un illustratore svedese che negli anni ha lavorato tanto e nel frattempo ha girato il mondo, vivendo in numerose città europee – tra le quali anche Roma e Milano – facendo per un periodo dell’Italia una piccola seconda casa e base operativa per il suo lavoro.

Ho scoperto questo artista anni fa, finendo a leggere di una splendida versione di Cappuccetto Rosso illustrata proprio da lui.

I soggetti dei suoi lavori sono svariati; molta delle sua ispirazione deriva certamente dai centri urbani e dalle città dove ha risieduto: centrale infatti nel suo immaginario, risulta essere l’architettura, rappresentata in un’amalgama di elementi sovrapposti.

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Le illustrazioni surreali di Henn Kim

Questo sarà un post brevissimo. Poco e niente si sa di quest’artista e delle sue immagini surreali e oniriche; l’unico modo per saperne di più sembra essere il visitare il suo profilo Instagram.

Henn Kim illustra usando inchiostro e tutti i suoi lavori sono in bianco e nero; una serie di pieni e vuoti che salta immediatamente all’occhio per la stravaganza degli accostamenti e dei soggetti ritratti.

Le illustrazioni sono cariche di dettagli eppure riescono ad essere minimali nell’essenza; non so se ho appena scritto il peggiore degli ossimori, ma resta il fatto che l’impressione che si ricava guardando i suoi lavori è quella di una rigorosa distinzione tra i pieni e i vuoti degli spazi, grazie ad un uso sapiente del bianco e del nero.

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