Bob Willoughby, Hollywood e Chet Baker

Comincia tutto da Chet Baker. Come si finisce da Chet Baker a parlare di Bob Willoughby è presto detto: Willoughby lo ha fotografato tante volte e con ritratti di tale intensità, cogliendolo talmente tanto in profondità, che in qualche modo i suoi scatti hanno delineato nella mia mente e nel mio cuore l’immagine del musicista tanto quanto la sua musica.

Negli anni ho imparato ad amare questo fotografo, che ci ha narrato il dietro le quinte del mondo del cinema e non solo; una presenza discreta nascosta dietro la fotocamera.

Willoughby, classe 1927, è stato il fotografo di Hollywood, del glamour e dei backstage.

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Shirley: visions of reality – Contemporanea dichiarazione d’amore a Edward Hopper

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Morning Sun – Edward Hopper

Una sottoveste rosa che ondeggia leggermente per la brezza che entra dalla finestra e un corpo raggomitolato sul letto: visualizzare immediatamente uno dei lavori di Hopper da me più amati – Morning Sun– è stato un tutt’uno con la visione di una gif sullo schermo del computer. Folgorata, mi sono lanciata alla ricerca di informazioni; si perchè io con Hopper ho una storia d’amore che dura almeno da 10 anni, che passa per la copertina di un libro regalato, Nighthawks e una delle più belle mostre che abbia mai visto.

Vengo così a conoscenza di Shirley: visions of realityun’incredibile ed emozionante ricostruzione delle opere e del mondo emotivo di Edward Hopper, dove le figure statiche dei dipinti prendono letteralmente vita e ci svelano i loro pensieri e la loro interiorità, in un’amalgama perfetta con le emozioni che i lavori dell’artista hanno sempre ispirato.

Il film del regista austriaco Gustav Deutsch, uscito nelle sale nel 2013, traduce cinematograficamente tredici dipinti del celebre pittore americano, che forse più di tutti gli altri ha ritratto, con i suoi lavori, quella che era la vita dell’America tra gli anni ’20 e ’30 del novecento.

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