Maria Svarbova, il rosso e una certa ossessione per le piscine

Maria Svarbova è una fotografa slovacca che ha catturato la mia attenzione già da qualche tempo con i suoi lavori peculiari e lo stile immediatamente riconoscibile, che fa largo uso di toni pastello uniti a lampi di colore acceso e dominante – usando molto spesso il rosso.

Altro grande riferimento –  essenziale direi – delle fotografie di Maria, sono le composizioni geometriche e la plasticità dei soggetti coinvolti negli scatti, che ama ritrarre in pose quasi robotiche.

Si vede inoltre chiaramente, come queste figure snaturate siano sempre inserite in contesti asettici, a testimoniare una scelta di minimalismo che è alla base dei suoi lavori, dove sembra sempre che il tempo si sia fermato.

Difficile infatti ricostruire un contesto limitandosi a guardare i singoli scatti.

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Give Me Yesterday – Osservatorio Fondazione Prada

Nell’economia dell’identità culturale di una città, specie di una città iconica come Milano, certi luoghi si fanno spontaneamente avanti, a volte anche con una certa prepotenza.

Continuando con un’altra ovvietà, parlando di Milano, probabilmente una delle prime immagini che potrebbe venire alla mente – dopo quella del Duomo – è quella della Galleria Vittorio Emanuele, con la sua cupola e la sua imperiosa struttura che si stagliano davanti la piazza.

Lo scorso dicembre, la Fondazione Prada, ha scelto di aprire proprio all’interno della Galleria uno spazio espositivo – Osservatorio – dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi.

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Lo spazio – frutto di un importante restauro – ha una superficie di 800 mq, sviluppati su due livelli, e si trova in uno degli edifici centrali della Galleria.

Qui, la Fondazione ha scelto di inaugurare, il 21 dicembre 2016, la mostra fotografica Give Me Yesterday.

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Shirley: visions of reality – Contemporanea dichiarazione d’amore a Edward Hopper

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Morning Sun – Edward Hopper

Una sottoveste rosa che ondeggia leggermente per la brezza che entra dalla finestra e un corpo raggomitolato sul letto: visualizzare immediatamente uno dei lavori di Hopper da me più amati – Morning Sun– è stato un tutt’uno con la visione di una gif sullo schermo del computer. Folgorata, mi sono lanciata alla ricerca di informazioni; si perchè io con Hopper ho una storia d’amore che dura almeno da 10 anni, che passa per la copertina di un libro regalato, Nighthawks e una delle più belle mostre che abbia mai visto.

Vengo così a conoscenza di Shirley: visions of realityun’incredibile ed emozionante ricostruzione delle opere e del mondo emotivo di Edward Hopper, dove le figure statiche dei dipinti prendono letteralmente vita e ci svelano i loro pensieri e la loro interiorità, in un’amalgama perfetta con le emozioni che i lavori dell’artista hanno sempre ispirato.

Il film del regista austriaco Gustav Deutsch, uscito nelle sale nel 2013, traduce cinematograficamente tredici dipinti del celebre pittore americano, che forse più di tutti gli altri ha ritratto, con i suoi lavori, quella che era la vita dell’America tra gli anni ’20 e ’30 del novecento.

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Fruit Exhibition – Art Publishing Fair

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Torna anche quest’anno a Bologna, con l’edizione 2017, Fruit Exhibition – Art Publishing Fair – e io sono drammaticamente in ritardo nel suggerirvela. È presto detto: l’edizione 2017 iniziata oggi terminerà questa domenica; non potevo non scrivere due righe a riguardo.

Fruit riunisce l’editoria e la grafica contemporanea con market, conferenze sul self publishing, mostre, workshop, proiezioni e performance. Da quest’anno saranno presenti anche nuove sezioni: Game Design, Fruit Disco – dedicata alle pubblicazioni con contenuti sonori – e Fruitography, con mostre, talks e workshop inerenti la fotografia.

Sul sito ufficiale è possibile trovare il programma completo delle tre, due ormai, giornate della fiera che animerà Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna.

 

 

Fruit Exhibition 2017

http://www.fruitexhibition.com